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  • iTALIAN readers

    Ciao a tutti,

    comincio scrivendo in italiano, anche se la frequentazione non mi sembra molto italica....

    di Foglie è uscito da poco in Italia, Novembre credo.

    Non sembra aver suscitato entusiasmo: nessuna recensione, nessun tam tam, nessun passaparola.

    Eppure a me è piacuto tanto, mi ha spaventato e disorientato.

    Una serie di emozioni che in Italia forse possono essere sucitate solamente dai reality show....

    Quindi il mio primo messaggio lo scrivo in italiano nella speranza che siano italiane le eventuali nuove adesioni.

    The message i'm writing it's the first one and it's in Italian, hoping in Italian answers.
    Not because of writing in other languages, but it could be great finding italian HOL readers.
    The question is : how the book reached fame abroad?
    I mean, in US the readers of HOL are only Internet Users? And in France, or Germany, UK...?

    The next question: the forum of HOL seems very technical, what about feelings?

    appresto

  • #2
    Ciao Ismaele!

    C'hai qualche idea perché la CdF non abbia fatto tilt in Italia come per esempio pare di averlo fatto negli Stati Uniti? Mica direi che è un libro straconosciuto lì, però ne si sente parlare parecchio, secondo me, e se vai in libreria, di solito ce n'avranno un esempio. Naturalmente, il libro ha cominciato sull'Internet, e come vedi continua ad aver una presenza abbastanza diffusa in rete. Forse è perché gli italiani non sono tanto 'internetizzati' quanto lo sono più al nord.

    Avrai forse visto che i soci francesi sono in molto più pochi que quelli del foro inglese. Mi sa che forse si dovrà aspettare un po' finché ci vengano degli italiani qui. Devo anche ammettere che il libro, non l'ho letto in italiano, ma soltanto in lingua originale. Sono contento che ti sia piacuto la traduzione che è un po' 'diffettosa' a quanto pare. G@rp ne ha parlato in uno degli altri 'threads' qui sotto sul foro italiano.

    Intanto, sii benvenuto, e spero che riesci a trovare qualcosa d'interessante qui in questo nostro angolo del world wide web.

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    • #3
      buongiorno a tutti,
      ma in particolare a mar_ko: sono contento che comincino a sentirsi anche timide voci italiane in questo forum tanto ricco e complesso!
      è vero, si parla poco da noi di questo libro straordinario, eppure qua e là i segni di un certo interesse cominciano a mostrarsi: tra tutti ti segnalo un articolo di Tommaso comparso su "il manifesto" (01/11/05).

      essendo il primo forum al quale partecipo, e oltretutto essendo piuttosto timido, per il momento me ne stavo schiscio schiscio tentando di orientarmi tra i fili di senso già tesi nelle altre sezioni (in particolare inglese e francese) del forum.

      e dunque... vogliamo provare a tendere qualche filo anche noi finalmente?

      d.

      per f_s: HOL da noi ha avuto scarsissima pubblicità, io stesso l'ho incrociato per caso in libreria e l'ho comprato subito dopo averlo aperto... ma temo che la mole del volume (più di 800 pagine comprendendo anche le Whalestoe letters) abbia intimorito i rari potenziali acquirenti.

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      • #4
        Grazie a tutti per il caloroso benvenuto.....

        stendiamo i fili allora, e poi stendiamoci sopra un po' di idee ad asciugare!

        prima di tutto ecco il collegamento all'articolo di Tommaso Pincio (Dandeleon, ma tu lo chiami per nome! è un tuo amico?) comparso sul "Manifesto" (italian newspaper that names itself as "quotidiano comunista", like the web, i think...)
        http://articoliscelti.blogspot.com/2...n-palpito.html
        Debbo inoltre dire che è sono presenti dei commenti su blog vari molto interessanti (per esempio http://ferramenta.splinder.com/archive/2005-11)

        La domanda è: cosa spaventa in di Foglie?

        ciao

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        • #5
          ciao mar_ko!

          per quanto mi riguarda, più che di "paura", parlerei forse di timore... quella sensazione che dovremmo provare di fronte alla manifestazione del "sacro", di ciò che sfugge alla nostra capacità di comprensione razionale (in quanto non misurabile secondo una scala di valori "umani" e, soprattutto, in quanto "profondamente altro"), che si fa improvvisamente cosa concreta, percepibile dai sensi laddove normalmente esiste nella nostra mente come pura astrazione.

          credo che di foglie sia un lavoro incentrato essenzialemente sul rapporto tra uomo e cosmo, ovvero tra finitudine e infinitudine... mi fa pensare al concetto romantico di "sublime", inteso proprio come consapevolezza della propria limitatezza al cospetto dell'universo intero, lontano, inconoscibile, struggente misterioso ordine che riusciamo appena a intravedere... mi fa pensare a un dipinto di caspar david friedrich, il monaco sulla riva del mare: un dipinto ottocentesco che sfiora la pura astrazione...

          timore per qualcosa che non si mostra ma è presente e si manifesta unicamente attraverso indizi: un nemico sconosciuto che poco alla volta si scopre addirittura inconoscibile fa molta più paura di qualsiasi altro avversario che si palesi, pur in tutta la sua forza...

          timore sacro che nasce dalla nostra ignoranza... ignoranza... di ciò che ci attende "dopo"... ignoranza... del senso di questo nostro passaggio terreno...

          ma credo anche che MZD sia stato in realtà abilissimo a sovrapporre molteplici piani di lettura: di foglie, per esempio, è anche un libro sull'amore, in tutte le sue forme (come puro istinto animalesco, come desiderio e responsabilità in una relazione di coppia "stabile" per quanto in un equilibrio sempre più precario, come legame di amicizia o fratellanza, come paternità e maternità, come inquietudine e ricerca: amore inteso come principio di ogni relazione umana contrapposto all'isolamento in un proprio universo che conduce inevitabilmente alla solitudine)

          bah, direi che per oggi si è delirato abbastanza...

          d.

          p.s.
          non mi ero accorto di chiamare tommaso pincio per nome e basta... è stata semplicemente una dimenticanza!
          p.s.2
          anche a me è parso sensato l'intervento di ferramenta...

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          • #6
            fa paura, altrochè! mi sono spaventato, lì, al buio, in mezzo al nulla!
            (ma un fisico che studia l'universo, si sente così talvolta?)
            essere un puntino e spaventarsi…..mi viene in mente la molecola di sodio dell'acqua minerale! Scherzi a parte, di Foglie lascia in testa dei fuochi artificiali e tante mine a scoppio ritardato; il tutto al buio e al freddo (..come una bottiglia d’acqua minerale in un frigorifero chiuso….).


            Si potrebbe cominciare dalle scatole cinesi delle storie: partendo dal navidson record si passa alla trascrizione/critica di Zampanò (che poi è una trascrizione ad opera di altrui mani), per cadere nelle storie personali di Truant.
            Appare evidente come una storia ne contenga sempre dentro delle altre e tali storie vogliono essere sempre più “grandi” della storia che le conteneva (un clichè che si ripete, ruggendo ogni volta).

            Passando per Zampanò (che associazione! Antony Quinn deve per forza essere anche lo Zampanò di di Foglie, un altro volto proprio non riesco ad immaginarlo….), un cieco che descrive un film (reale? frutto di fantasia? e di chi?), lo “contamina” con le sue ricerche, le sue impressioni i suoi fantasmi ed i suoi trascrittori, rendendo dubbiosa ogni interpretazione. E mentre al filologia titilla la mente del lettore, d’istinto ci si sente fortemente attratti da ciò che avviene; vogliamo sapere come va a finire, vogliamo chiarimenti, spiegazioni, (razionalità). Come se fosse una storia raccontata davanti al caminetto, qualcosa di orale, non scritto!

            Ed infine lei, la , il simbolo della solidità, delle radici, del comfort, che scardina ogni luogo comune ( non è un luogo comune) e si dimostra più grande che all’esterno, per poi riempirsi di vuoto, buio, freddo; proprio accanto al salotto coi divani accoglienti, il giardino con alberipratofiori, la cucina dove rinfrancarsi con bottiglie di birra, alcolici ed immancabili mugs di tè o caffè.

            Tutto separato (….) da una porta blindata chiusa con quattro chiavi colorate!

            Fatto sta che ‘sto libro evoca la paura, la nasconde ben bene e poi ti lascia lì, da solo, nel tentativo di liberartene…..(non resta che bruciare il libro, suggerisce qualcuno)….

            Ma quando si è liberi dalla paura?

            Appresto!

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